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Natura e Spiritualità |
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Scritto da Gregorio Paglianiti
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mercoledì 08 agosto 2007 |
Quando il paesaggio naturale rappresenta un valore essenziale nel pensare lo sviluppo di un territorio e l'azione umana ne rispetta l'identità, allora diventa esso stesso fonte di cultura e di crescita sociale e umana. Ciò significa interpretare i segni che danno identità al territorio. Vuoi dire, ancora, conoscere l'autentico linguaggio del paesaggio e respirarne l'inusitata bellezza.
Il
Parco Naturale Regionale delle Serre esprime questa vocazione, che può
essere definita, emblematica impronta socio-antropologica, in una
diffusa spiritualità. Si
avverte dalla storia della Certosa e dall'opera di San Bruno di
Colonia che continua ad essere attiva nonostante sia trascorso quasi
un millennio. 11 reportage sulla Certosa permette di entrare nella
spiritualità e nelle gioia nel mondo del silenzio e della fede. Ma non bisogna dimenticare l'altra fondamentale impronta, la greco-bizantina - che è profonda per un territorio come quello calabrese - il cui simbolo è rappresentato dalla Cattolica di Stilo. Il luogo identifica ancora la dimensione estetica e spirituale di un altro grande personaggio che ha vissuto l'anima della natura del territorio, Tommaso Campanella, nato a Stilo. Per le caratteristiche geo-antropologiche e per la sua estensione - circa 18 mila
ettari – il Parco comprende diverse realtà e diverse identità territoriali e umane.
Oltre alla Certosa e alla Cattolica, tra le tante testimonianze storiche, un particolare richiamo va fatto, per gli antichi opifici, alle ferriere di Mongiana, che testimoniano
la realtà economica risalente all'epoca dei Fenici i quali hanno segnato in tutta l'area l'alba della rivoluzione industriale all'epoca del regno borbonico fino a quando con l'Unità d'Italia, nel
le fonderie cessarono la loro attività. Tra le emergenze naturali, invece, meritano particolare attenzione, in seguito al clamore suscitato sia a
livello nazionale che internazionale, i "megaliti" di Nardodipace. Tanti sono stati i "passi" che hanno scandito quest'arco temporale di un
anno di attività. A partire da una vigile e oculata programmazione assieme ai sindaci per redigere un Piano che metta al centro lo sviluppo delle risorse
espresse dal territorio e che guardi ad un turismo di qualità e al rilancio delle vocazioni territoriali. La salvaguardia ambientale e la sua
sostenibilità potranno diventare vere opportunità economiche. In questa visione strategica si collocano diverse iniziative al fine di costruire tra la
popolazione una maggiore sensibilità verso l'ambiente, per la salvaguardia della flora e della fauna. Il Parco delle Serre è il capofila di un progetto finanziato
nell'ambito del programma comunitario "Interreg IIIB Archimed", un programma che coinvolge le regioni dell'Italia meridionale e della Grecia per perseguire
gli obiettivi di sviluppo, integrazione e corretta gestione dell'ambiente secondo le prescrizioni delle politiche europee. Il progetto, che si chiama
"Archicharter". Prevede l'applicazione nel territorio del Parco delle Serre dei principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile, uno
degli che aiutano a perseguire lo sviluppo
sostenibile in forma volontaria. L'adesione alla Carta porta ad un riconoscimento da parte di "Europarc", l'associazione delle aree protette europee, che ha avuto dalla Commissione Europea l'incarico di gestire questo strumento. Un altro protocollo d'intesa per la tutela ambientale è stato stipulato con il Cogal Monteporo-Serre Vibonesi e le Comunità montane delle Serre e dell'Alto Mesima. Ma sono state molteplici le attività e i progetti
avviati da quando si è insediata la nuova presidenza e il gruppo di lavoro.
Grande rilevanza assume il progetto messo a punto per la costruzione della nuova sede del Parco. La struttura - tutte le procedure sono state espletate e tra non molto ci sarà la posa della prima pietra - oltre a diventare il centro politico e di rappresentanza dell'Ente, dovrà essere anche il luogo di partecipazione, di promozione culturale e un punto di riferimento per tutto il territorio del Parco.
scritto da Gregorio Paglianiti per il periodico Vivere il Parco n. 1/2007
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