È con grande piacere che saluto i lettori della Rivista, tutti i collaboratori e quanti sinergicamente lavorano ogni giorno al fine di trasmettere ciò che appare nelle pagine di questo bimestrale. Un ringraziamento sentito va al commissario del Parco, Giuseppe Graziano, per il suo operato e per la sua azione fattiva nel periodo di gestione dell'Ente.
I risultati del suo impegno rimarranno quale testimonianza di dedizione, a favore della comunità, cosi come il suo straordinario modo di accostarsi alle problematiche e alle esigenze delle popolazioni.
A lui,
quindi, un ringraziamento per aver tracciato nuovi percorsi e la
riconoscenza viva per l'eredità lasciata in Aspromonte. Con il
presente numero della Rivista, in veste rinnovata, prende
corpo una originale esperienza di collaborazione fra due aree
protette: il Parco Nazionale dell'Aspromonte ed il Parco Regionale
delle Serre.
Fondamentalmente, il merito dell'iniziativa è da ricondurre all'Assessore Regionale allAmbiente, Diego Tommasi, che fin dal suo insediamento, ha lanciato la proposta di coordinamento dei Parchi calabresi e quindi l'opportunità di una maggiore integrazione delle aree protette della Calabria che, finalmente, cominciano a fare sistema così come vuole la legge regionale n. 10 sulle aree protette.
Spetta a noi tutti il compito di costruire e rafforzare questo sistema che, ormai, ha preso corpo a partire dalla predisposizione di due importanti strumenti quali la parchicard e il passaporto dei parchi, voluti dall'Assessorato Regionale all'Ambiente e realizzati con il contributo del Ministero dell'Ambiente e del CTS, che ne ha curato la progettazione e l'esecuzione. L'intesa tra l'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte e quello Regionale delle Serre, tendente a disegnare una comunicazione coordinata attraverso l'allargamento dei confini della Rivista "Aspromonte - Vivere il Parco", costituisce la prima vera esperienza di integrazione all'interno del Sistema.
Quali saranno i benefici di tale operazione? Enormi, soprattutto se la misurazione degli stessi si sposta nel tempo, a prescindere da quelli immediati estrinsecabili in una collaborazione fattiva tra i due Parchi.
La sinergia attorno alla Rivista, infatti, guarda lontano. Essa mira a costruire nel tempo, una grande area protetta continua tra l'Aspromonte e le Serre senza separazione alcuna. La contiguità si potrebbe realizzare attraverso l'allargamento a sud del Parco Regionale delle Serre e tramite l'inclusione di nuovi comuni, quali quelli dell'alto Jonio reggino, che, a suo tempo, avevano chiesto l'adesione al Parco Nazionale dell'Aspromonte.
I risvolti positivi di tale operazione saranno molteplici a partire da una rinnovata fiducia nei Parchi da parte dei cittadini e delle istituzioni locali.
Ma il beneficio più grande consisterebbe, nella significativa rappresentazione all'interno di un vasto scenario delle numerose risorse di cui i tenitori dispongono. Basta citare i luoghi di culto, con il loro potenziale di fede, tra monachesimo storico quale Polsi, o ancora quello di Bivongi e Stilo e quello antico-moderno di Serra San Bruno.
II reportage del dott. Vincenzo Malacrinò, riportato come inserto nella presente Rivista descrive in modo brillante la vita dei mona ci e soprattutto il loro essere uomini di vera fede. Questo omaggio ai lettori è segno della nostra attenzione verso realtà significative ed importanti quali appunto quelli presenti sul nostro territorio. Riproporre i luoghi dell'antico monachesimo, quale meta delle moderne esigenze di fede, può significare alimentare ed arricchire gli attuali pellegrinaggi presso i grandi luoghi di culto, rigenerando fede e cultura, in una terra che rischia di sostituire, nella sua ritualità, grandi tradizioni di fede, con moderne forme di paganesimo, altrettanto coinvolgenti. Si potrebbero rilanciare nuovi percorsi mistico-religiosi, all'interno di ambienti di grandi suggestioni quali potrebbe essere il collegamento Polsi-Serra San Bruno ed il collegamento tra quest'ultimo ed monastero di San Giovanni Therestis, (Giovanni il mietitore) a Bivongi, passando per Monte Stella.
Contribuiremmo in questo modo, attraverso le rivisitazione degli antichi luoghi di culto del monachesimo Basiliano, a riproporre la Calabria e, soprattutto, le sue aree protette, quali mete di una nuova Terra Sacra in Occidente, in cui la fede vince le degenerazioni e il degrado in cui la nostra terra è stata cacciata! Si può definire oggi, tutto ciò, un semplice sogno, oppure un auspicio ed un augurio. Non importa! È fondamentale, invece la tensione e la forza di coesione che vive alla base di tale idea che ci porta, poi, a sognare.
Costruiamo, dunque, fiduciosi, nuovi percorsi che portino la nostra comunità a sognare, perché una società che ha perso tale capacità è anche una società che ha perso ogni forma di rigenerazione!
scritto da Leo Autelitano per il periodico Vivere il Parco n. 1/2007
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